Nel metodo Iyengar la pratica del pranayama viene integrata solo successivamente cioè dopo che si è acquisito un certo livello di abilità nell’esecuzione delle posizioni. Questo per far sì che il corpo, purificato e temprato dalla pratica delle asana sia pronto per ricevere l’essenza del respiro. Se la pratica delle asana è corretta il respiro diventa naturalmente più profondo e omogeneo, impercettebile all'udito. Questo è un segnale che il praticante è pronto per procedere oltre. Inoltre con la pratica delle asana si rafforza il sistema nervoso, si impara a domare l'ego, si sviluppa un alto grado di auto-consapevolezza e introspezione, pre-requisiti essenziali per la pratica del pranayama che richiede al praticante di essere un silenzioso ma attento osservatore.
Il metodo Iyengar ha perciò come punto di partenza il corpo, la manifestazione più grossa del nostro essere, ma anche tempio dell’anima, e come tale deve essere coltivato e purificato attraverso la pratica regolare e ininterrotta delle asana e del pranayama. Tale purificazione è indispensabile per poter procedere oltre nel cammino dello yoga, per muoversi dal grosso al sottile. Una volta raggiunto un livello alto nell’esecuzione delle asana e delle tecniche di pranayama inizia il viaggio assolutamente individuale del praticante verso la destinazione ultima.
Pur nel rispetto rigoroso della tradizione BKS Iyengar ha avuto il merito di rendere accessibile a tutti, in particolar modo a noi occidentali questa disciplina millenaria cha ha come scopo l’elevazione dell’uomo al più alto livello di spiritualità dove la sua anima, in questo percorso involutivo, ritorna al principio universale che l’ha generata. BKS Iyengar è stato sicuramente ispirato dalla frase del suo Maestro, Yogacharya Shri T. Krishnamacharya, e ha dedicato tutta la sua vita a condividere questo dono con noi e a diffondere la disciplina dello Yoga oltre i confini dell’India.